Clauzetto  
 
 
 


Le antiche vie di Clauzetto

Come arrivare a Clauzetto

 
 

Vale la pena di visitare Clauzetto, il piccolo comune della provincia di Pordenone dove hanno sede Antiqua e l'ILMA: ecco perciò alcune informazioni su storia e territorio.

CLAUZETTO

Il territorio e le frazioni

Balcone sul Friuli è stato definito da qualcuno il capoluogo di Clauzetto, data la sua posizione dominante sulla piana sottostante che permette di godere un panorama così ampio da giungere sino al mare.

Il territorio comunale, tipicamente montano, si sviluppa sui primi rilievi delle Prealpi Carniche, su un'altitudine che va da 249 m. della borgata Mulinars ai 1369 m del Monte Tajet.

inverno sul monte Tajet
Inverno sul monte Tajet

Nel comune di Clauzetto abitano circa 465 persone, disseminate nel capoluogo e nelle frazioni; le frazioni principali sono Triviat, Dominisia ,Celante, Pradis di Sotto e Pradis di Sopra, Francescuz, Gerchia, Orton, Tascans, Zuanes.

Informazioni storiche

Il toponimo probabilmente deriva dal latino " CLAUSETUM " con possibile riferimento alla presenza di luoghi chiusi quali orti o recinti per bestiame, oppure da "locus clausus", in relazione alla posizione geografica chiusa e sicura dalle invasioni. Il nome corrisponde in ogni caso a quello di un luogo chiuso e isolato: l'isolamento è stato per molto tempo la caratteristica di buona parte della Destra Tagliamento

Le origini storiche di Clauzetto risalgono probabilmente ai tempi delle invasioni degli ungari, intorno al 900-950, quando gli abitanti della pianura e dei primi colli si addentrarono fino al Monte d'Asio per salvarsi.
Si creò così la Pieve d'Asio, citata nella bolla di papa Urbano III al vescovo di Concordia. Nell'ambito di questa pieve sorse anche Clauzetto, il cui nome compare per la prima volta in un documento del 2 dicembre 1289.

l'antica Pieve d'Asio
La chiesa dell'antica Pieve d'Asio

I monumenti principali

La Chiesa dedicata a San Giacomo a Clauzetto è ricordata anteriormente al Quattrocento; fu però riedificata nel 1618 e consacrata nel 1727 dal vescovo Erizzo. Nel 1732 fu costruto il massiccio campanile con bifora campanaria.
L'ampio edificio possiede opere d'arte riconducibili a varie epoche, fra cui una pala marmorea settecentesca . Ma l'opera di gran lunga più importante è la copertura lignea del battistero, capolavoro barocco dell'intagliatore Giovanni da Gemona (1622-1681?)

La Pieve di San Martino d'Asio sorge alle pendici del monte Asio, su un pianoro scosceso verso la pianura. La prima costruzione viene fatta risalire al X secolo, rimaneggiata nel XIII e rifatta nel 1503. All'interno vi sono notevoli opere d'arte, fra cui lo spettacolare altare marmoreo del Pilacorte realizzato fra il 1525 e il 1528. E' il maggior altare di tal genere che il Friuli conservi, ricco di statue e episodi: fra cui l'Annunciazione, la Crocifissione, la Natività, i santi Michele, Giacomo, Martino (vedi come arrivare alla Pieve d'Asio).

La vicenda della reliquia e degli esorcismi

A Clauzetto si venera una reliquia detta del Preziosissimo Sangue, autenticata dal patriarca di Venezia Foscari del 1755, ma la cui vicenda storica non risulta purtroppo altrimenti documentata. Secondo il racconto tramandato, un patrizio veneto ambasciatore a Costantinopoli avrebbe donato la reliquia a un tale Cescutti che la portò a Clauzetto e la donò alla chiesa di san Giacomo su suggerimento del pievano Giovanni Antonio Cavalluti. La fama della presenza della reliquia ben presto dilagò anche oltre confine: Clauzetto divenne meta di pellegrinaggi, specie nell'ottocento e poi fino alla prima guerra mondiale, ed assunse l'appellativo popolare di pais dai spiritâz : la reliquia veniva esposta la prima domenica di luglio e in tale occasione convenivano a Clauzetto autentiche folle di fedeli fra cui molti sventurati che erano creduti posseduti da spiriti maligni. Per assistere alle funzioni gli spiritati, provenienti anche da Croazia e Slovenia, salivano in ginocchio, recitando il rosario, la lunga scalinata che porta alla chiesa.

Il patrimonio naturalistico

Clauzetto possiede un notevole patrimonio naturalistico, godibile attraverso una fitta rete di piacevoli strade e di sentieri segnalati: i fenomeni franosi e le profonde forre di erosione del Cosa e del Paveon; i fenomeni carsici dell'altopiano di Gerchia; i calanchi del monte Dagn; e soprattutto le Grotte Verdi di Pradis di Sotto, turisticamente attrezzate, dove è tradizione che venga tenuta la Messa di Natale.

paesaggio tipico
Tipico paesaggio clauzettano

Pradis di Sotto ha più di una attrazione: oltre alle Grotte Verdi, vi è il Museo gestito dal Circolo Culturale, che raccoglie i reperti del Gruppo Speleologico locale e, sulla strada per Pielungo, il piccolo cimitero di guerra italo-tedesca, nel sito dove si combatté a lungo il 5-6 novembre 1917, durante la ritirata italiana di Caporetto.
Il paesaggio è addolcito da belle faggete.

[A cura di Livia Comandini]

 

 

Veduta di Clauzetto
 
 
 
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