|
Trattati
Le Istitutioni Harmoniche di Gioseffo Zarlino (1558)
(5)

Divisione di proporzioni
Arriviamo
all'operazione più complessa, ma anche la più utile.
Dividere
una proporzione di maggiore inequalità x:y significa trovare
tre numeri m, d ed n, tali che:
1. m:n = x:y
2. m<d<n
ottenendo così le due nuove proporzioni:
m:d
e d:n
che rappresentano il risultato della
divisione della proporzione di partenza x:y. Ripeto: il risultato
della divisione di una proporzione è costituito da due
nuove proporzioni.
A seconda dei rapporti che si instaurano
fra i tre numeri m, d ed n si parla di tipi differenti di divisione,
a ciascuno dei quali corrisponde naturalmente un algoritmo di
calcolo differente.
La teoria matematica dell'epoca di Zarlino prende in considerazione
due tipologie di rapporti fra m, n e d:
Ciò porta a tre tipi
di divisione:
| NOME DIVISIONE |
DIFFERENZE m-d, d-n |
UGUAGLIANZA m:d, d:n |
| aritmetica |
uguali |
ineguali |
| geometrica |
ineguali |
uguali |
| armonica |
ineguali |
ineguali |
Inoltre, per la sola divisione
armonica deve anche valere la condizione:
m:n = (m-d):(d-n)
cioè la
proporzione delle differenze deve essere uguale alla proporzione
maggiore.
Ecco gli algoritmi di calcolo per ciascuna
delle tre divisioni:
| NOME DIVISIONE |
PROCEDURA DI CALCOLO |
ESEMPI |
| aritmetica |
d
= (2x+2y)/2
m = 2x
n = 2y
le
nuove proporzioni che risultano sono:
m:d
e d:n |
proporzione
3:2; x = 3 e y = 2
termine
medio d:
[(3×2)+(2×2)]/2 = 5
nuove
proporzioni:
6:5 e 5:4 |
| proporzione
2:1; x = 2 e y = 1
termine
medio d:
[(2×2)+(1×2)]/2 = 3
nuove
proporzioni:
4:3 e 3:2 |
| geometrica |
d
= radice quadrata di x×y
le
nuove proporzioni che risultano sono:
x:d
e d:y
|
proporzione
4:1; x = 4 e y = 1
termine
medio d:
radice quadrata di 4 = 2
nuove
proporzioni:
4:2 e 2:1 |
| proporzione
9:1; x = 9 e y = 1
termine
medio d:
radice quadrata di 9 = 3
nuove
proporzioni:
9:3 e 3:1 |
| armonica |
Anzitutto
si calcola il termine d1
attraverso una divisione aritmetica
(v. sopra);
termini
estremi m ed n sono:
2x×d1
e 2y×d1
termine
medio d è:
2x×2y
|
proporzione
3:2; x = 3 e y = 2
termine d1 = 5
(v. sopra)
termini estremi m ed n:
2×3×5 = 30 e 2×2×5 = 20
termine medio d:
2×3×2×2 = 24
nuove proporzioni:
30: 24 e 24:20
(che, ridotte ai minimi termini, sono equivalenti a 5:4 e
6:5) |
Utilizzando
i risultati delle divisioni aritmetica, geometrica ed armonica,
si può suddividere
una corda sonora.
Restiamo
nell'ultimo esempio della tabella, relativo ad una divisione armonica.
Se una corda di lunghezza totale 30 dà, poniamo, un Do, il
tratto di lunghezza 20 darà il Sol superiore; il tratto lungo
24 darà invece il Mi naturale. Nell'esempio, dunque, la quinta
Do-Sol è divisa dalla terza maggiore Do-Mi, più la
terza minore superiore Mi-Sol.
Nella divisione
aritmetica,
invece, un'analoga quinta Do-Sol 30:20 (cioè 3:2) è
divisa dalla terza minore Do-Mibemolle e dalla successiva terza
maggiore Mibemolle-Sol.
Si capisce
dunque che le due proporzioni che costituiscono il risultato della
divisione della proporzione di partenza rappresentano due
cose diverse. La prima consente
di trovare una nota superiore
rispetto alla nota più grave, situata fra questa e la nota
più acuta (la nota più grave è rappresentata
dal numero più grande, quella più acuta dal numero
più piccolo). La seconda rappresenta invece l'intervallo
residuo fra questa nota intermedia
e la nota più acuta.
Si vede anche
che la divisione armonica
fornisce un risultato "invertito" rispetto alla divisione
aritmetica, avendo i medesimi intervalli, ma scambiati di posto
fra loro, con l'intervallo maggiore al grave anziché all'acuto
(non prendiamo in considerazione la divisione geometrica, che Z.
riporta solo per completezza e che ha un significato puramente geometrico
e non musicale).
Z. ritiene
la divisione armonica
dotata di maggior significato musicale rispetto alle altre due ed
il perché può forse essere compreso proprio pensando
a quest'ultima considerazione. Secondo Z., infatti, "la natura
dell'harmonia [...] è, di avere i suoni gravi, di maggior
intervallo de gli acuti, & questi per il contrario di minore".
© Gian Paolo Fagotto, 2002.
[Continua nel prossimo numero]
|