Operazioni con le proporzioni
[Cominciamo l'importante
argomento delle operazioni con le proporzioni. Ma
anzitutto, chiediamoci a cosa queste serviranno. Bene,
ognuna delle operazioni che vedremo in questa puntata
ha un suo riferimento preciso nella costruzione del
monocordo
e serve a questo scopo. Zarlino parla del monocordo
nella seconda parte, al capitolo 18, ma noi qui dobbiamo
anticipare l'argomento, se vogliamo capir bene di
cosa stiamo parlando.
Il lettore moderno si domanderà perché
dovremmo avere interesse per questo buffo strumento.
La risposta è che il monocordo, in questo contesto,
non appare affatto come uno strumento, ma come un
vero e proprio accordatore, anche se non elettronico
ma meramente acustico.
Dato infatti il problema di accordare strumenti, specialmente
a tastiera, in modo omogeneo e riproducibile, cioè
facendo esattamente lo stesso tipo di accordatura,
anche nel caso in cui lo strumento in questione non
sia spostabile (si pensi a organi), la soluzione consiste
nel costruire una tastiera suddivisa, i cui "tasti"
ovvero scannelli riproducano esattamente le note della
scala musicale completa nel temperamento voluto (in
realtà, Zarlino propone uno scannello mobile,
che poteva essere spostato su una scala graduata in
cui erano segnate le posizioni delle singole note).
La corda (o le corde: i cosiddetti monocordi potevano
averne più d'una) poteva esser posta all'unisono
con la nota base più grave dell'ottava da accordare;
le note superiori risultavano allora da una pressione
del dito in corrispondenza delle divisioni della tastiera
del monocordo e potevano essere usate per accordare,
sempre all'unisono, le altre note dello strumento.
Il vantaggio rispetto, ad esempio, ad un diapason,
sta nel fatto che la nota di base e quindi l'altezza
di tutte le altre note della scala è regolabile
in modo molto preciso. In altre parole, il monocordo
serve non per esportare un La di particolare altezza,
ma per esportare
l'intera scala in un particolare temperamento,
qualunque sia
l'altezza assoluta della nota di partenza.
Ora, è chiaro che la posizione matematicamente
precisa degli scannelli assicura la precisione della
scala. Quest'ultima, anziché a orecchio, veniva
costruita misurando con esattezza le lunghezze di
diverse porzioni di corda ed effettuando su quelle
misure determinate operazioni, che sono proprio quelle
che ora vedremo. Queste operazioni costituiscono l'abicì
del lavoro col monocordo, cioè della teoria
e della pratica dell'accordatura scientifica.]
La somma di proporzioni
Se partendo da un suono e
movendomi verso l'acuto produco ad esempio prima una
quinta, poi una quarta, poi una terza maggiore, poi
una minore, a quale intervallo mi trovo dal suono
di partenza? L'operazione che fornisce la risposta
è chiamata da Zarlino somma di proporzioni.
Il metodo proposto dalle Istitutioni è riconducibile
a ciò che in linguaggio matematico moderno
chiameremmo prodotto di frazioni. Gli intervalli citati
nell'esempio devono anzitutto essere espressi dalle
loro proporzioni 3:2, 4:3, 5:4 e 6:5. Di queste ultime,
trasformate in frazioni si fa un normale prodotto
matematico:
3/2 x
4/3 x 5/4 x 6/5 = 3/1
dunque la risposta è la proporzione 3:1 (diapasondiapente
ovvero decimaseconda)
Nell'esempio, usando il metodo di Zarlino, si ottiene
360:120. Questa proporzione, ridotta ai minimi termini,
equivale a 3:1, come previsto.
La sottrazione di proporzioni
La sottrazione di proporzioni
zarliniana permette di sapere di quanto un dato intervallo
superi un altro; il risultato è una proporzione
che sommata (nel senso del paragrafo precedente) a
quella che esprime il secondo intervallo dà
il primo. Ad esempio la quinta 3:2 supera la quarta
4:3 per un tono maggiore 9:8. Anche qui forniamo l'equivalente
matematico moderno, la divisione di frazioni:
3/2 : 4/3 = 9/8
L'operazione inversa della sottrazione di proporzioni
è naturalmente la somma di proporzioni, che
pertanto può essere usata come prova per verificare
la correttezza del calcolo.
In senso moderno: la prova della divisione è
il prodotto del divisore per il risultato; infatti
4/3 × 9/8 dà appunto 3/2 come c'era da
aspettarsi.
La moltiplicazione di proporzioni
La moltiplicazione di n proporzioni,
nel linguaggio di Zarlino, corrisponde a stabilire
una serie decrescente di n+1 numeri tali che ognuno,
col numero seguente, formi un intervallo equivalente
alla proporzione n-esima.
Ad esempio: 3:2, 4:3, 5:4, 6:5 sono quattro proporzioni
espresse nella loro forma di base (cioè ridotta
ai minimi termini) che corrispondono rispettivamente
ad una quinta, una quarta, una terza maggiore ed una
minore. Moltiplicare fra loro queste proporzioni significa
trovare una serie decrescente di 5 numeri a, b, c,
d, e, tali che le proporzioni a:b, b:c, c:d, d:e risultino
equivalenti a quelle date.
Che significa? Il numero a rappresenta la lunghezza
totale della corda, mentre i numeri b, c, d, e rappresentano
i punti successivi nei quali la corda produce note
in successione, ad intervalli uguali a quelli dati,
ovvero: nel punto che dista b dall'origine si produce
una quinta rispetto al suono della corda di lunghezza
totale a; nel punto che dista c, si produce una quarta
rispetto al suono prodotto in b; nel punto d si produce
una terza maggiore rispetto alla nota prodotta in
c e così via.
L'utilità di questa procedura risulta chiara
se si pensa alla sua applicazione pratica alla suddivisione
multipla della corda in un monocordo.
Ad esempio, per avere la successione di 4 note do-re-mi-fa,
è sufficiente moltiplicare fra loro le proporzioni
9:8 (tono maggiore do-re), 10:9 (tono minore re-mi),
16:15 (semitono maggiore mi-fa). Si ottengono i numeri
180, 160, 144, 135.
Ciò significa che, in una corda di lunghezza
totale 180, accordata in modo da suonare do, la posizione
del re si ottiene alla lunghezza 160, quella del mi
alla lunghezza 144 e quella del fa alla lunghezza
135.
Per la moltiplicazione di proporzioni, Z. fornisce
due diverse e complesse procedure di calcolo che danno
numeri che non sono nei minimi termini. [Z. fornisce
in seguito la procedura per i minimi termini]. Per
non complicare troppo le cose ( e rimandando al lettore
alla futura versione stampata del mio studio sulle
Istitutioni Harmoniche) consiglio la seguente procedura
ricorsiva:
1. moltiplicare fra di loro tutti i membri di tutte
le proporzioni (i numeri che eventualmente compaiano
più di una volta vanno considerati una volta
sola); il numero ottenuto esprime la lunghezza totale
della corda ed è il primo elemento della serie;
2. per ottenere l'elemento n+1-esimo della serie,
dividere l'elemento n-esimo per il primo membro della
proporzione n-esima e moltiplicarlo per il secondo
membro della medesima proporzione;
3. infine ridurre tutti gli elementi della serie ai
minimi termini.
La divisione di proporzioni
è un caso di particolare complessità,
e lo vedremo perciò alla prossima puntata.
© Gian Paolo Fagotto,
2002.