Anche nei Magnificat che compongono la raccolta Mainerio fa ampio uso di spunti tratti dai temi gregoriani dei vari modi, utilizzati nelle varie maniere previste dai dettami della tecnica polifonica.
Diversi esempi mostrano il tema gregoriano dispiegato nella sua interezza da una voce, più o meno fedelmente, a fungere da tenor per il contrappunto delle altre melodie. Una dimostrazione si trova nel Quia fecit del Magnificat II primi toni in cui il tema, su valori lunghi, è presentato dal tenor III, imitato dal primo, mentre il tenor II presenta maggiori libertà ritmiche e il basso offre una base per gli accordi con una melodia dagli ampi intervalli.

Un caso simile si presenta nel Magnificat II septimi toni, in cui l’Esurientes, un terzetto per soprano, alto e tenore, risulta chiaramente permeato del motivo gregoriano. Il soprano infatti lo canta su valori molto lunghi, mentre le altre voci, dopo averlo presentato, cominciano ad intrecciarsi in un contrappunto molto vivace che si estende senza soste fino alla fine del brano.

Un ultimo esempio di questa tecnica si può osservare nel terzo versetto del Magnificat II octavi toni, a cinque voci per l’aggiunta di un tenore, che comincia in omofonia e senza il basso. Per tre battute le voci formano su valori lunghi gli accordi di DO maggiore, SOL maggiore e FA maggiore, con il tenore secondo che, unico, esegue una successione di salti per fornire sempre la nota fondamentale. Alla quarta battuta il basso si unisce, cantando il motivo gregoriano aggravato, mentre le altre parti si liberano in un contrappunto molto fitto di fioriture di note brevi.
FORMULA MELODICA INZIALE (con imitazione)
Un'altra formula per inserire il tema gregoriano, spesso utilizzata da Mainerio, consisteva nel renderne l’incipit lo spunto per un’imitazione tra le varie voci.
Questo si può osservare ad esempio nel Magnificat II primi toni, in cui il primo versetto, per coro dispari, presenta l’incipit nelle entrate scaglionate delle voci, per poi continuare a permearsi degli intervalli autentici e rovesciati del tema.

Altre volte il tema iniziale, senza essere necessariamente materiale per un’imitazione, può essere in varia misura rielaborato, come accade nel Magnificat I quarti toni. Qui, nel primo versetto, il primo tenore, mentre il basso esegue salti più ampi, presenta l’incipit del tema gregoriano,

in cui però la nota di volta, anziché distare un tono dalla finalis, scende di un semitono, forse perché in questo caso la nascente tonalità si è dimostrata più forte del rispetto per la melodia del modo.
Un ulteriore esempio di questa tecnica si ritrova nel Magnificat II quarti toni, basato quasi totalmente sul contrappunto e sul tema gregoriano corrispondente, che però è in questo caso riportato fedelmente.
I primi due versetti cominciano proprio con questo incipit, variato ritmicamente nel primo con un disegno puntato, su cui le voci si imitano non rigorosamente cantando a due a due sulla dominante (soprano e tenore secondo) e sulla finale (tenore primo e basso), per poi proseguire con un contrappunto discreto e ritmicamente abbastanza omogeneo

Il Quia respexit del Magnificat I septimi toni presenta un esempio forse un po’ più originale di questo tipo di trattazione: è tutto contrappuntistico e inizia con una presentazione dell’incipit gregoriano, che poi viene sviluppato in senso ascendente. Le voci cantano il tema su valori lunghi, all’unisono, ma entrando in ordine di altezza a distanza di una battuta, per poi intrecciarsi in un contrappunto sempre mobile e ritmicamente vario, caratterizzato da lunghe scale di note brevi.

Lo stesso stile di contrappunto, alternato a brevissimi tratti di omofonia, si ritrova nel versetto successivo. Questo comincia in maniera particolare: le voci partono di nuovo su valori piuttosto lunghi e in ordine di altezza, ma stavolta si parte dal basso, e ogni parte inizia su un grado successivo della scala, da DO a FA, da cui scende brevemente per grado congiunto mentre il basso esegue, di nuovo in contrasto con i dettami dell’epoca, un’intera ottava discendente, per poi risalire. A questo punto le melodie si fanno più libere e proseguono in contrappunto per ventisette battute.

Un ultimo esempio si può trovare nel Quia respexit del Magnificat II octavi toni, in cui le voci iniziano a distanza di mezza battuta l’una dall’altra, cantando un salto di quarta ascendente, tipico del tema gregoriano, su valori lunghi, a cui nelle tre parti acute segue un disegno puntato che da il via a melodie piuttosto fiorite e ricche di intervalli anche ampi, caratteristica abbastanza rara e inusuale, mentre il basso rimane più statico ritmicamente.

©Dott.ssa Arianna Plazzotta,
2006
[continua nel prossimo numero]
