La Rubrica Musicologica
N° 18 - 29/8/2006
 
 
 
 


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Magnificat di Mainerio: precedente

Magnificat di Mainerio: successiva

Rubrica musicologica

 
 

Analisi
Stile ed armonia nella musica sacra di Giorgio Mainerio

(4)

[continua dal numero precedente]

Tonetti osserva poi come nell’incipit del “Deposuit” il brano di ispirazione lasci spazio anche al tema gregoriano. Si inizia infatti con un ingresso quasi a cori battenti (acuto e grave) in cui soprano e tenore eseguono l’incipit gregoriano ritmicamente variato, mentre contralto e basso cantano l’inizio della linea melodica dell’”Et misericordia”. Questo materiale però, soprattutto per quanto riguarda contralto e basso, è molto simile all’inizio della seconda parte della Battaglia, che comincia con le parole “El Gran Duca”. Potrebbe non essere un caso il fatto che Mainerio abbia scelto come brano d’ispirazione un’opera che si potesse facilmente integrare con i temi gregoriani che forniscono tanto materiale alle sue composizioni.

L’autore come si vede utilizza poi una piccola cadenza per unire una terza ripetizione delle stesse parole che prende spunto dalle melodie che nella Battaglia vengono utilizzate da battuta 137 per le parole “Guard’il ponte”, e come nella Battaglia questa frase sfocia in un brano in tempo ternario, carattere molto raro negli altri Magnificat, che invece in questi due brani parodia verrà utilizzato più volte.
Una frase originale proposta dal coro battente conduce poi ad un finale il cui carattere sillabico e accordale, basato su note brevi, tratto di nuovo molto raro nei Magnificat basati sul gregoriano, mentre si vedrà tornare spesso nei due ispirati alle Battaglie.

Un altro interessante esempio di come Mainerio abbia rielaborato lo stile della Battaglia piegandolo alle esigenze della composizione polifonica sacra è senz’altro la conclusione del brano in cui pur non riprendendo direttamente i temi dell’opera ispiratrici, l’autore ne riproponga inequivocabilmente lo stile e il senso, sia per gli spunti melodici sia per il carattere generale, molto diverso da quello dei Magnificat basati sul gregoriano, che si vedrà abbandonato anche per quasi tutto il secondo Magnificat del sesto tono. Il basso, ad esempio, invece di procedere a salti su valori lunghi, come accade spesso altrove, canta molte note ribattute su valori brevi, come è tipico per il colore descrittivo delle Battaglie. Anche le altre voci, pur muovendosi sovente per grado congiunto (specie in presenza di note diminuite) rinunciano alle tipiche melodie ondulate per eseguire le serie di brevi note ribattute e di piccoli salti tipiche dei brani originali, come si può notare in quest’ultimo esempio.

Inoltre, come si può osservare in quasi tutti gli esempi proposti, viene utilizzata molto spesso la scansione sillabica delle parole e il ritmo segue gli accenti naturali, tralasciando quasi del tutto le note puntate, le legature e le sincopi, presenti, come si vedrà, in tutti gli altri brani dell’opera, basati sul contrappunto e sui temi gregoriani.

 

©Dott.ssa Arianna Plazzotta, 2006

[continua nel prossimo numero]

 

 
 
 
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