La Rubrica Musicologica
N° 17 - 3/7/2006
 
 
 
 


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Magnificat di Mainerio: precedente

Magnificat di Mainerio: successivo

Rubrica musicologica

 
 

Analisi
Stile ed armonia nella musica sacra di Giorgio Mainerio

(3)

Magnificat Primo Quinti Toni sulla 'Bataglia Taliana'

 

[continua dal numero precedente]

Mainerio utilizzò i temi delle opere ispiratrici in modo vario, da esperto polifonista.
Talvolta le citazioni sono letterali ed inequivocabili, specie all’inizio dei versetti, come si vede già al principio del brano, in cui dopo l’esecuzione solistica dell’incipit gregoriano da parte del tenore,

si osserva una riproposizione fedelissima (a parte un inevitabile adattamento ritmico dovuto al testo e alcune note diminuite e fiorite) della frase iniziale della battaglia, sul testo “Signori e cavalieri d’ingegno e forza”, che si basa su un’imitazione in cui le voci due a due iniziano con l’intervallo DO-FA (contralto e basso) e FA- DO, per continuare insistendo su queste due note e sul la con salti di quinta, terza e note ribattute, imitando squilli di tromba.

Altre volte le citazioni non sono letterali, ma gli stilemi utilizzati dal compositore richiamano inequivocabilmente il carattere dell’opera ispiratrice. Questo avviene ad esempio per le parole “ecce enim” del secondo versetto, in cui le rapide scalate, i salti di quarta del soprano e il sostegno armonico delle altre voci ricordano le acclamazioni e le onomatopee che troviamo nella Battaglia intorno alla battuta 60.

In altre occasioni ancora Mainerio dimostra la sua maggiore raffinatezza rispetto ai compositori delle Battaglie, utilizzandone i temi e gli stilemi con perizia per adattarli al testo sacro e alla maggiore varietà armonica necessaria nella sua opera. Questo si può notare nel versetto “Et misericordia”, in cui la terza ripetizione delle parole dell’incipit diventa per Mainerio una cadenza contrappuntistica che introduce un altro spunto tematico (tratto stilistico che viene utilizzato con discreta eleganza anche da Werrekoren, mentre, come si vedrà in seguito, distingue il contrappunto più raffinato di Mainerio da quello più semplice dell’opera ispiratrice di Janequin), gli stessi bicinia utilizzati già nel versetto precedente (e caratteristici di tutto il brano, a imitazione dello stile della Battaglia) per le parole “a progenie in progenies”.

©Dott.ssa Arianna Plazzotta, 2006

[continua nel prossimo numero]

 

 
 
 
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