Magnificat Primo Quinti Toni
sulla 'Bataglia Taliana'
[continua dal numero precedente]
Mainerio utilizzò i temi
delle opere ispiratrici in modo vario, da esperto polifonista.
Talvolta le citazioni sono letterali ed inequivocabili,
specie all’inizio dei versetti, come si vede già
al principio del brano, in cui dopo l’esecuzione
solistica dell’incipit gregoriano da parte del tenore,

si osserva una riproposizione
fedelissima (a parte un inevitabile adattamento ritmico
dovuto al testo e alcune note diminuite e fiorite) della
frase iniziale della battaglia, sul testo “Signori
e cavalieri d’ingegno e forza”, che si basa
su un’imitazione in cui le voci due a due iniziano
con l’intervallo DO-FA (contralto e basso) e FA-
DO, per continuare insistendo su queste due note e sul
la con salti di quinta, terza e note ribattute, imitando
squilli di tromba.


Altre volte le citazioni non
sono letterali, ma gli stilemi utilizzati dal compositore
richiamano inequivocabilmente il carattere dell’opera
ispiratrice. Questo avviene ad esempio per le parole “ecce
enim” del secondo versetto, in cui le rapide scalate,
i salti di quarta del soprano e il sostegno armonico delle
altre voci ricordano le acclamazioni e le onomatopee che
troviamo nella Battaglia intorno alla battuta 60.


In altre occasioni ancora Mainerio
dimostra la sua maggiore raffinatezza rispetto ai compositori
delle Battaglie, utilizzandone i temi e gli stilemi con
perizia per adattarli al testo sacro e alla maggiore varietà
armonica necessaria nella sua opera. Questo si può
notare nel versetto “Et misericordia”, in
cui la terza ripetizione delle parole dell’incipit
diventa per Mainerio una cadenza contrappuntistica che
introduce un altro spunto tematico (tratto stilistico
che viene utilizzato con discreta eleganza anche da Werrekoren,
mentre, come si vedrà in seguito, distingue il
contrappunto più raffinato di Mainerio da quello
più semplice dell’opera ispiratrice di Janequin),
gli stessi bicinia utilizzati già nel versetto
precedente (e caratteristici di tutto il brano, a imitazione
dello stile della Battaglia) per le parole “a progenie
in progenies”.



©Dott.ssa
Arianna Plazzotta, 2006
[continua nel prossimo
numero]