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Trattati
Le Istitutioni Harmoniche di Gioseffo Zarlino (1558)
(10)

[Gli elementi del tetracordo
sintono]
[Prima di riprendere l'esposizione
del trattato di Zarlino, è utile svolgere alcune
considerazioni sulla particolare scala che abbiamo costruito
nella puntata precedente, utilizzando il tetracordo
diatonico sintono.
Il tetracordo diatonico sintono
contiene elementi apparentemente inspiegabili, come il
semitono maggiore
e soprattutto la distinzione tra tono
maggiore e tono
minore. Ricordo che, nei miei primi contatti con
le scale musicali "antiche", ho sempre avuto
una sensazione di assurdità al pensiero che la
distanza, poniamo fra Do e Re dovesse essere diversa da
quella fra Re e Mi. Credo che questa considerazione sia
condivisibile da tutti coloro che hanno avuto con la musica
un contatto primariamente melodico, come i cantanti.
È però importante
capire che ognuno degli elementi della scala scaturisce
da rapporti matematici
assolutamente non casuali fra consonanze pure:
ottava, quinta, quarta, terza maggiore e minore, sesta
maggiore e minore.
Il tono
maggiore nasce (parliamo sempre di intervalli puri):
-
come differenza
matematica fra l'ottava e la somma di due quarte (per
esempio: l'ottava DO-DO può essere vista come
"somma" delle quarte DO-FA e SOL-DO, più
il tono FA-SOL; se le due quarte sono entrambe pure
(4:3), allora il tono FA-SOL deve essere necessariamente
pari al tono sesquiottavo (9:8) o tono maggiore)
-
come intervallo
matematicamente necessario per ottenere una quinta
da una quarta
A sua volta,
il semitono
maggiore nasce:
- come intervallo
matematicamente necessario per ottenere una quarta da
una terza maggiore
- come intervallo
matematicamente necessario per ottenere una sesta minore
da una quinta.
Questi tre elementi si rafforzano
a vicenda grazie alle seguenti interrelazioni:
Il lettore può dimostrare
da sé tutte queste proposizioni, utilizzando i
concetti esposti nei primi numeri della Rubrica Musicologica
dedicati alle Istitutioni, ed in particolare ricordando
i concetti di somma
e di sottrazione
di proporzioni (vedi il n° 8
della Rubrica Musicologica). Consiglio al lettore di perdere
un po' di tempo e di provare a dare effettivamente queste
dimostrazioni, perché imparerà molto.
Semitono maggiore, tono maggiore
e tono minore, pertanto, risultano
matematicamen-te e in modo inevitabile da un'impostazione
della scala musicale che intenda conservare
il più possibile gli intervalli puri.
Non sorprende affatto, pertanto, che il tetracordo sintono
sia il solo che consenta di costruire un'ottava diatonica
in cui si possa ottenere la maggior parte delle consonanze
pure, dato che questo tetracordo contiene in sé
tutti gli elementi differenziali presenti nei rapporti
fra gli intervalli consonanti puri: semitono maggiore,
tono maggiore e tono minore. Un'alterazione dell'ordine
di questi elementi nella scala (scambiando di posto i
due toni fra loro), tra l'altro, porterebbe a diminuire
la quantità totale di consonanze pure ottenibili.
Per queste ragioni l'ottava costruita
col tetracordo sintono appare di gran lunga la più
razionale, a patto che:
-
si
sia interessati all'armonia più che alla melodia
-
i
repertori affrontati siano realmente diatonici, con nessuna
o limitate concessioni a modulazioni su altre tonalità
-
eventuali
cromatismi abbiano funzioni di mera 'coloritura' sonora,
e siano collocati esclusivamente in certi luoghi dell'armonia.]
Prima di dare appuntamento al lettore
alla prossima puntata delle nostre riflessioni sulle Istitutioni
Harmoniche, riteniamo utile fornirgli un prospetto riepilogativo
della struttura della scala diatonica finora discussa:

© Gian Paolo Fagotto,
2002.
[Continua]
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