La sede dell'I.L.M.A.,
il Palazzo Gerometta
 
 
 
 


Il Palazzo Gerometta nel sito della Provincia

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Provincia di Pordenone

Il dott. Valerio Gerometta ha gentilmente acconsentito a rievocare per noi attraverso un'intervista la storia della casa della sua famiglia, che ha voluto donare alla Provincia di Pordenone perché divenisse sede di attività culturali.

La storia del Palazzo Gerometta

Il Palazzo fu fatto costruire da Francesco Zannier a partire dagli anni trenta dell'Ottocento. La costruzione fu ultimata ed inaugurata nel 1857, data riportata sull'architrave del portone d'ingresso. L'architetto e scultore veneziano che curò il progetto è anche autore di un bel busto in gesso - evidentemente fatto per una fusione in bronzo che però non fu mai realizzata - che raffigura lo stesso Francesco Zannier. Il busto è attualmente conservato nella sua casa di Pradis di Sopra dal dott. Valerio Gerometta, trisnipote dello Zannier.

Il busto di Francesco Zannier

La casa entra a far parte del patrimonio della famiglia Gerometta attraverso due matrimoni. Anzitutto Orsola Zannier, nipote di Francesco, sposa Pietro Toneatti portando il Palazzo in dote; successivamente, Elena Sofia Toneatti, la figlia, sposa Davide Romano Gerometta (originario di Vito d'Asio), portando anche in questo caso la casa in dote. La famiglia Gerometta abita in questo palazzo fino al 1976, quando il terremoto del Friuli arreca gravi danni alla struttura. Donato successivamente dagli eredi dott. Valerio Gerometta e Pietro Gerometta alla Provincia di Pordenone a condizione che vi sia realizzato un centro di educazione e di iniziative culturali, il Palazzo viene restaurato in due fasi a cura della Provincia medesima ed inaugurato nell'estate 2002.
È affidato in convenzione all'Associazione ANTIQUA a partire dal 1° gennaio 2003.

Il Palazzo antico

Prima di entrare nel Palazzo, un immaginario visitatore ottocentesco avrebbe visto il rustico che serviva, da un lato, come scuderia per cavalli e muli, con annesso fienile, e dall'altro lato come deposito e forno da pane. Girando intorno al corpo principale, avrebbe visto anzitutto una barchessa che dava riparo alla provvista di legna da ardere e poi un secondo rustico più piccolo, che ricoverava il bestiame in attesa di vendita. Dietro casa, un fabbricato che oggi non esiste più serviva da ricovero per animali da cortile e maiali. Davanti casa, oltre il cortile, si poteva vedere una serie di terrazze contenenti gli orti e i frutteti che servivano alle necessità della famiglia.

Piano terra

Entrando dal portone principale, sulla sinistra si apriva la sala da pranzo della famiglia, con caminetto, a fianco della quale una seconda stanza più piccole serviva da deposito. A destra del portone d'ingresso c'era invece la sala da pranzo della servitù e, oltre l'arco tuttora esistente, la cucina contenente originariamente il focolare alla friulana (con cappa centrale grande quanto la stanza); in tempi successivi il focolare venne sostituito da una grande stufa di maiolica, purtroppo rovinata dal terremoto, e la cucina venne spostata nelle stanze posteriori, a fianco delle quali trovavano posto i servizi.

 

Oggi il Palazzo, completamente restaurato, ospita ambienti comodi ed eleganti

Cantine

Anche anticamente alle cantine si poteva accedere sia dall'esterno sia attraverso una gradinata collocata in fondo al corridoio d'ingresso. Le due cantine erano separate da una porta. La cantina posta verso l'esterno serviva per il vino (botti, bottiglie ecc.) che non veniva prodotto in loco, ma comprato e fatto arrivare con un carro. La cantina posta verso l'interno serviva per la preparazione dei formaggi ed in particolare conteneva le salamoie necessarie alla produzione casalinga di quel particolare tipo di formaggio detto "salato" che ancor oggi caratterizza la gastronomia locale. Qui venivano anche fatti "sbiancare" i radicchi ed il sedano, venivano conservate le castagne col riccio e preparati e conservati svariati altri tipi di cibo.

Primo piano

Salendo sulla bella gradinata in pietra bianca, si accedeva al primo piano. Un grande corridoio centrale divideva due grandi camere destinate alla famiglia (a destra) da altre camere e servizi, destinati sia alla famiglia sia ad eventuali ospiti e divisi a loro volta da un secondo corridoio illuminato da una piccola finestra di pietra rotonda con un foro al centro, ora non più esistente.

Mansarde

Le mansarde erano divise da un corridoio. Una parte ospitava i granai e l'altra una serie di camere per la servitù.


Oggi le mansarde sono state trasformate in bellissime sale per concerti e prove musicali

 

Il Palazzo moderno

Il restauro, condotto dal Servizio Edilizia della Provincia di Pordenone con le modalità descritte nel sito della Provincia di Pordenone, ha rispettato la distribuzione spaziale ora descritta, introducendo poche modifiche.
La destinazione d'uso dei locali è naturalmente cambiata. Il rustico che serviva da stalla è diventato (al piano superiore) una saletta per conferenze e (al piano inferiore) ospita i locali caldaia ed un deposito di materiali vari. Le cantine sono rimaste invariate, a parte la posta divisoria che è stata abolita.
La cucina che serve alle necessità attuali del palazzo è ora ospitata nella stanza a fianco dell'ex sala da pranzo padronale, diventata ora ufficio della Presidenza.

La nuova cucina del Palazzo, un ambiente moderno e accogliente.

L'ex cucina e l'ex sala da pranzo della servitù ora ospitano uffici di ANTIQUA, mentre un congruo numero di servizi, compreso quello per disabili, è situato nella parte posteriore, a fianco della gradinata che porta al primo piano.
Quest'ultimo contiene un buon numero di camere da letto e di servizi e docce per uso di foresteria.
Le mansarde forniscono oggi due splendide sale per concerti e prove, utilizzate da ANTIQUA per le produzioni musicali.
La porta d'accesso posteriore, esistente fino al 1976, non è stata conservata dal restauro.

[A cura di Paola Polo]

 

 

Il Palazzo Gerometta
 
 
 
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