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Sabato 24 ottobre 2009, ore 20.45
Pordenone, Sala Consiliare della Provincia – Ingresso libero
Edoardo Bellotti & Maurizio Salerno
clavicembali e organo
Duello a Roma
Händel e la musica italiana, una sfida che, dopo tre secoli, continua
Nel 250° anniversario della morte di G. F. Händel
Esattamente trecento anni fa, a casa del cardinal Ottoboni a Roma, ebbe luogo un duello musicale all’ultimo sangue tra una star italiana della tastiera, il grande Domenico Scarlatti, e il giovane Georg Friedrich Händel. Le ‘armi’ furono il clavicembalo – nel quale la vittoria arrise all’italiano – e l’organo – in cui invece le cronache riportano il successo di Händel. Ma al compositore tedesco l’Italia non lasciò soltanto il ricordo di quella straordinaria serata: il duello tra formazione tedesca e gusto italiano continuò dentro di lui – anch’esso pressoché alla pari – per tutta la vita.
In memoria di quel duello, il primo concerto di Perle 2009 contiene pagine di Händel in cui l’influenza italiana si fa sentire, insieme a brani dell’altro “duellante” Domenico Scarlatti e di altri importanti compositori italiani che Händel conobbe a Roma.
Li propone Edoardo Bellotti, organista e didatta di successo internazionale, di ritorno da Tokio dove ha tenuto concerti e corsi universitari, e subito prima da Brema, Magonza, Rochester (U.S.A.), Helsinki... In duo insieme a lui Maurizio Salerno, altro eccellente organista titolare della Basilica di Santa Maria della Passione a Milano. La collaborazione fra i due ha finora prodotto pregevoli risultati, fra i più noti dei quali citiamo la versione organistica delle “Sette Ultime Parole di Cristo sulla Croce” di J. Haydn ed i “Musikalische Sterbens-Gedanken” di J. Pachelbel, due CD prodotti dalla rivista Amadeus.
Il concerto continua le celebrazioni per il 250° anniversario della morte di Händel, che Perle ha già anticipato lo scorso anno con un memorabile concerto d’arpa tenuto da Mara Galassi.
Foto del concerto
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Sabato 31 ottobre 2009, ore 20.45
Pordenone, Sala Consiliare della Provincia – Ingresso libero
Renata Fusco, canto
Massimo Lonardi, liuto
Maurizio Piantelli, tiorba
L'orecchio di Galileo
I
Galilei: una famiglia di musicisti
Nel 400° anniversario delle prime osservazioni astronomiche moderne
Il 2009 è stato proclamato dall’UNESCO e dall’ONU Anno Internazionale dell’Astronomia perché quest’anno ricorre il 400° anniversario della prima utilizzazione del telescopio da parte di Galileo Galilei. Gloria nazionale fra le massime di tutti i tempi, Galileo è nato in una famiglia in cui anche le doti musicali erano tutt’altro che rare, a cominciare dal padre Vincenzo, che è stato un importante teorico e compositore della seconda metà del Cinquecento.
Viene allora naturale chiedersi: quando l’occhio si staccava dal cannocchiale, che musica ascoltava l’orecchio del grande scienziato? Sicuramente, fin dall’infanzia, avrà sentito quella del padre, ma probabilmente avrà ascoltato poi anche quella del fratello Michelangelo e dei più celebri compositori del periodo.
Ci accompagnano ad origliare dentro casa Galilei il liutista Massimo Lonardi, considerato il migliore specialista italiano del suo strumento, in trio con l’altro valente liutista e tiorbista Maurizio Piantelli e con Renata Fusco, cantante, attrice e ballerina considerata una delle voci naturali più belle degli ultimi anni. I tre insieme hanno dato vita ad importanti produzioni in Italia ed all’estero (fra le più recenti un tour in Spagna ed in Estonia) ed a diverse incisioni discografiche, fra le quali gli appassionati ricorderanno il CD di Amadeus “Villanelle napoletane”
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Foto del concerto
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Sabato 7 novembre 2009, ore 20.45
Pordenone, Sala Consiliare della Provincia – Ingresso libero
Il Terzo Suono
Lia Serafini soprano
Elisabetta Tiso soprano
Paolo Costa contraltista
Gian Paolo Fagotto tenore
Walter Testolin basso
Marina Bonetti arpa barocca
Direzione Gian Paolo Fagotto
I nuovi madrigali sulle rive del Noncello
Gioseffo Marini musico a Pordenone nel Seicento
Concerto realizzato con fondi della L.R. 15/96
Il terzo concerto di Perle 2009 ci guida alla conoscenza di un personaggio decisamente prezioso per la storia culturale di Pordenone. Si tratta di Gioseffo Marini, il “giovane veneto” che fu a più riprese maestro di cappella presso il Duomo di San Marco nel primo quarto del Seicento.
Fra i suoi meriti, va annoverato sicuramente quello di aver introdotto a Pordenone una versione personale del nuovo stile madrigalistico che stava allora diventando di moda, più solistico ed essenziale del precedente, stile che egli stesso denota come concertato. Il successo della sua attività musicale a Pordenone, documentato dalle fonti antiche, e la squisita fattura delle sue composizioni vocali ci suggeriscono un confronto fra queste ed alcune delle vette del madrigalismo italiano a lui contemporaneo (Monteverdi e Sigismondo D’India), in una serata che proporrà alcuni fra i brani più emozionanti ed emotivamente coinvolgenti del primo Seicento italiano.
Ho scelto di dirigere personalmente questo concerto, invitando a cantare insieme a me a Pordenone alcune delle voci più belle e più importanti della musica barocca italiana, esperte sia nel repertorio solistico sia polifonico del periodo ed attive da molti anni con i più importanti direttori internazionali e nelle sedi concertistiche più prestigiose.
Gian Paolo Fagotto
Foto del concerto
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