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Presentazione
Il concerto offre una panoramica su alcuni dei principali
generi musicali profani in voga nel Cinquecento italiano,
con particolare attenzione a quelli per grandi
organici.
Oltre alle tradizionali forme assunte dal madrigale maturo, cioè
quelle a quattro e soprattutto a cinque voci, forme ben note a chi
abbia un minimo di dimestichezza col repertorio antico, risultano
di particolare interesse quelle in cui un numero superiore di voci
assume una struttura policorale, con effetti di sorprendente spettacolarità
dovuti anche all’abbondante e diffusissimo uso di strumenti
di ogni genere.
Il concerto presenta diversi brani di questo tipo, fra cui due
pezzi di Marcantonio Pordenon, uno dei quali proposto in una modalità
che sposa la pratica polifonica a quella solistica cara a Zarlino,
oltre a due brani di Giovanni Gabrieli, che qui rappresentano esempi
eloquenti ed assolutamente tipici del celebrato stile veneziano,
policorale, polifonico e polistrumentale, con finalità, nel
caso dell’ultimo brano a ben dodici voci, dchiaratamente encomiastico-celebrative
che ne spiegano l’imponenza e la solennità.
Tecnicamente fuori - a rigore - dalla categoria madrigalistica,
la battaglia vocale di Werrecore, anch'essa proposta nel concerto,
è invece un esempio particolarmente interessante di un genere
di successo (quello delle battaglie vocali, ma anche strumentali).
Le ragioni del successo stanno certamente nella circostanza che
queste composizioni ricreano, in una cornice spesso volutamente
umoristica, l’atmosfera di disordine e di rumore propria degli
scontri armati.
Un repertorio nel quale era assai presente (a quanto si sa) la
pratica dell’esecuzione solistica di una composizione polifonica,
è quello dei cosiddetti ‘generi leggeri’, cioè
quello delle canzonette, villanelle, napolitane e quant’altro.
Qui, l’uso del canto a solo in pieno Cinquecento è
consacrato anche dalla presenza di raccolte esplicitamente a ciò
destinate, quale quella da noi utilizzata da Giacomo Gorzanis (cittadino
della magnifica città di Trieste). Queste composizioni (come
quelle analoghe ma musicalmente di ben altra raffinatezza del friulano
Orologio) spesso presentano motivi musicali di interesse tanto accattivanti
da meritare ancor oggi esecuzione ed apprezzamento. Inoltre, la
loro onnipresente diffusione negli usi musicali dell’epoca
renderebbe impossibile trascurarli, se l’intento è
quello di fornire un quadro rappresentativo della musica del Cinquecento.
Per la stessa ragione, sarebbe impossibile trascurare la presenza
della musica strumentale che, se riveste spesso un ruolo ancillare
rispetto a quella vocale (dalla quale per un lungo periodo mutua
addirittura il repertorio), assume però anche funzioni sue
proprie ed insostituibili, particolarmente connesse al ballo ed
all'intrattenimento, ma anche legate alla vita delle istituzioni
e ad eventi pubblici. L’importanza crescente del repertorio
strumentale è testimoniato in quest’epoca dalla pubblicazione
per la prima volta di raccolte musicali esplicitamente destinate
all’esecuzione da parte di un ensemble strumentale. Ed è
noto che due musicisti friulani ai quali Antiqua ha dedicato incisioni
discografiche, come Alessandro Orologio e Giorgio Mainerio, sono
fra i compositori che forniscono a livello europeo il maggiore impulso
a questo processo di affrancamento dello strumentale dal vocale
con le loro raccolte, rispettivamente, delle Intrade e dei Balli.

La Battaglia di Werrecore
è disponibile nel CD War and
Faith (La Guerra e la Fede).

Versioni
Il programma è disponibile in un'unica versione.
Partecipanti: gruppi vocali Il Terzo Suono (solisti vocali) e Chorus
Beatorum (cappella vocale), gruppo strumentale BandAntica la Pifaresca
(strumenti a fiato e percussioni), un organista e ad un violista
da gamba per un totale di circa 22 persone.

Costi
Preventivi personalizzati da richiedere alla direzione artistica.
Sono possibili adattamenti al programma. Per informazioni, contatta
la direzione artistica .
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